Cioccolato artigianale Isalberti
Cioccolatieri artigianali - lavorazioni a richiesta - pralineria
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Le tipologie di cioccolata


Il cioccolato fondente

Il cioccolato fondente

Per la lavorazione bisogna tenere presente che la quantità di cacao da utilizzare è compresa tra il 55 e il 75 percento.
Questi valori servono a rendere ottimale il gusto del cioccolato. Aumentare le dosi di cacao potrebbe non renderne gradevole il sapore.
L'utilizzo dello zucchero deve estitleare l'aroma del cioccolato.

In bocca, un buon cioccolato fondente, deve:
  • sciogliersi rapidamente
  • avere una sabbiosità quasi impercettibile
  • sensazione immediata di dolcezza
  • sensazione finale di amarezza
Il cioccolato extra-fondente

Il cioccolato extra-fondente

Si distingue da quello fondente perchè contiene una percentuale di cacao che può superare il 70% del peso. Per la forte concentrazione di cacao, questo cioccolato di titlea qualità viene per lo più consumato in tavolette, ed usato anche in cucina nella preparazione di piatti salati.

In bocca, un buon cioccolato extra-fondente, deve:
  • sciogliersi rapidamente
  • avere una sabbiosità quasi impercettibile
  • sensazione immediata di dolcezza
  • sensazione finale di amarezza
Il cioccolato al latte

Il cioccolato al latte

Preferito dai bambini per la sua consistenza piuttosto cremosa e il retrogusto decisamente dolce. Nella lavorazione prevede meno del 25 percento di pasta di cacao e il 14 percento di latte in polvere.

In bocca, un buon cioccolato al latte, deve:
  • sciogliersi rapidamente
  • essere più morbido di quello fondente
  • leggermente pastoso
  • sensazione immediata di dolcezza
  • sensazione finale di retrogusto al latte
Il cioccolato bianco

Il cioccolato bianco

Per la lavorazione prevede una miscela di burro di cacao, latte in polvere e zucchero. La percentuale di burro di cacao può variare da un minimo del 20 fino al 45 percento. La consistenza del latte in polvere invece, non deve essere inferiore al 14 percento.
In bocca, un buon cioccolato al latte, deve:
  • sciogliersi rapidamente
  • essere della stessa consistenza e morbido come il cioccolato al latte
  • gusto iniziale di burro di cacao
  • gusto finale dello zucchero e del latte
Gianduja

Gianduja

Nasce direttamente dalla produzione torinese. Nel 1852, Michele Prochet realizza una miscela tra il cioccolato e le nocciole tritate e tostate creando così la pasta gianduia. Per la lavorazione, ancora oggi, si prevede la tostatura delle nocciole da aggiungere al cioccolato. La quantità di nocciole da immettere variano dal 20 al 40 percento. Caratteristica principale del gianduia è la sua cremosità adattabile ai ripieni e alle creme.

In bocca il Gianduia deve:
  • sciogliersi rapidamente
  • essere morbido e croccante per effetto delle nocciole
  • leggermente pastoso
  • sensazione immediata di dolcezza
  • sensazione finale di retrogusto al latte unito al sapore delle nocciole
La pralina

La pralina

E' un piccolo dolcetto caratterizzato dall'essere ripieno di cioccolato che sia esso al latte, fondente, bianco o al gianduia.
Può essere mescolata anche ad titleri ingredienti, ma è fondamentale che le parti di cioccolato siano pari al 25 percento del peso totale della pralina.
Solitamente il cioccolato rappresenta l'involucro esterno della pralina mentre l'interno è ripieno di crema (ganache) o liquori e distillati vari.
Esempio tipico di pralina è il Mon Cheri della Ferrero.


In bocca la Pralina deve:
  • sciogliersi rapidamente
  • essere morbida
  • sensazione immediata di dolcezza data dal cioccolato
  • sensazione finale data dal ripieno in esso presente

La degustazione del cioccolato

Quando siamo davanti ad un pezzo di cioccolato, subito si è travolti dal desiderio di afferrarlo e addentarlo.

In realtà, senza neanche rendercene conto, i nostri cinque sensi effettuano un'analisi molto dettagliata del cioccolato, che ci conduce alla voglia di mangiarlo.

Immaginiamo per un momento di riuscire a soffermarci davanti ad un ottimo pezzo di cioccolato senza la tentazione di divorarlo:
come funzionano i nostri sensi in quel momento? Cosa rilevano?



Gli altri due sensi, sono quelli che permettono di avvicinarsi all'oggetto del desiderio:


L'ultimo e sesto senso, seppur immaginario, deve essere quello dell' "appagamento" sensoriale.
Se dopo un bel pezzo di cioccolato ci si sente avvolti da una sensazione di soddisfazione, con magari la voglia di mangiarne dell'titlero,
allora si può essere certi che la degustazione ha avuto un esito positivo.